82 vittorie di tappa quest'anno per la UAE Emirates di Pogacar... Cosa c'entra con una squadra (storica) veneta che chiude i battenti dopo 40 anni?
Lo strapotere dei grandi si trasmette sui più piccoli, e se partiamo dal World Tour vediamo che alle squadre più piccole restano solo le briciole (in termini di vittorie e punti), o quasi.
A dare l'allarme era stato Patrick Lefevere, non proprio l'ultimo arrivato, su come sia difficile competere contro squadre con budget pressoché illimitato; poi si è unito anche Aike Visbeek della Intermarché - Wanty (la squadra di Girmay), che spiega:
“Non possiamo andare avanti così all’infinito. Non che ci sia da temere per il futuro, abbiamo prospettive sportive che sono fondamentali nel contesto attuale, ma non possiamo permetterci di dormire e di non pensare a lungo termine. Non deve diventare una bomba a orologeria. A un certo punto dovremo fare questi passi necessari e crescere. Altrimenti rischiamo di fallire, a meno che il collegamento dal basso verso l’alto non sia perfetto e si ottenga sempre il massimo risultato con il minimo del personale. Un compito praticamente impossibile. È quindi tempo che arrivino nuovi finanziamenti."
Piccoli budget per grandi spese insomma, e questo secondo me, si ripercuote in maniera ancora maggiore sulle piccole squadre, quelle che provano a lanciare i giovani, per esempio la Zalf.
Zalf Euromobil che vanta 43 stagioni costellate da oltre 1.500 successi su strada, più di 140 giovani atleti accompagnati al professionismo (fra cui anche Ivan Basso), 8 titoli mondiali, 3 titoli europei, 30 titoli tricolori: sono questi i numeri di quella che è stata sin qui la squadra più vincente della storia del ciclismo italiano Under 23. Una fucina di giovani talenti divenuta negli anni, grazie alla passione e alla generosità dei fratelli Antonio, Fiorenzo, Gaspare e Giancarlo Lucchetta, un vero e proprio patrimonio dello sport azzurro.
Quindi dopo la dipartita della Zalf in Italia, e con lei un pezzo di storia, sarà ancora più difficile fare ciclismo per un under 23 nel bel paese; e la scomparsa di queste piccole realtà va a favore dei più grandi che possono mettere sotto contratto più facilmente il corridore che gli interessa.
Ma che futuro c'è per le medie/piccole squadre nel World Tour? Difficile dirlo, ma con l'arrivo della Red Bull (che ha già promesso investimenti importanti) sarà ancora più complicato competere per i piccoli...
Buone pedalate a tutti!!!

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