C'è da cambiar qualcosa n'drio...
Per meglio dire: "Bisogna cambiare qualcosa dietro" Cosi Tullio Campagnolo, prima di brevettare il Gran Sport primo cambio della casa italiana a tre rapporti, non il primo a livello assoluto visto che c'era già in commercio il deragliatore Simplex, ma il più iconico per l'epoca, e nella memoria di molti resta sempre Campagnolo. Prima dell'arrivo di questi deragliatori cambiare marcia su una bici da strada era davvero difficile, visto che si doveva smontare l'intera ruota, girarla dall'altro lato, e poi rimontarla facendo passare la catena, non un'operazione da poco...
Con l'arrivo del deragliatore meccanico a parallelogramma i corridori potevano cambiare ben tre marce senza scendere dalla bicicletta, vantaggio non da poco. Andando un po avanti con gli anni, e tralasciando qualche pezzo di storia (importante) del marchio, Campagnolo ha acquisito nel mondo della bici da corsa una posizione quasi di èlite, davvero tanti i grandi giri vinti dalla casa Vincenzina.
Ma oggi come se la passa Campagnolo?
Purtroppo oggi le cose sono molto diverse, Campagnolo è uscito dal circuito World tour (in pratica non sponsorizza nessuna grande squadra tipo: Uae, Visma), paga molto la competizione con Sram, non con Shimano che ha numeri di un'altro pianeta; l'ultimo gruppo presentato il super record s, è stato montato e pubblicizzato su una Rose, non proprio la bici di Van Der Poel come ritorno di immagine, e parlando con tanti amatori sembra essere un discorso di "nicchia", un po lontano dalla grande distribuzione; visto che sfido chiunque a entrare in un negozio e trovare delle bici montate di serie Campagnolo, più probabile trovare un' Ultegra o un Force...
Discorso diverso per le ruote, dove secondo me Campagnolo si difende ancora abbastanza bene (secondo me), visto che vedo diverse bici montate con ruote Campy, e so che fra gli amatori sono sempre abbastanza ricercate. visto anche la "fama" del brand nel mondo della pista.
Obbiettivamente parlando Campagnolo paga una mancanza di appel nel mondo degli amatori, dovuto sopratutto alla mancanza di sponsorizzazioni nel ciclismo che conta, per rilanciare il marchio bisognerebbe far usare i propri prodotti a qualche squadra top.
Io che sono un cultore del made in Italy, quello vero ancora di proprietà, spero che Campagnolo ritorni alla sua vecchia gloria
Buone pedalate a tutti!!!
P.s. Nel quarto paragrafo non è mia intenzione snobbare il marchio Rose bikes, semplicemente faccio presente che un marchio noto a ben pochi.
P.s. Notizia di qualche giorno fa che Campagnolo ritorna per la stagione 2025 nel World Tour, allestirà le biciclette del team Cofidis, ho portato fortuna con questo articolo.

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